lunedì 27 gennaio 2014

NATURA MORTA E "CA' DI COSTRI " PALAGANO




Fra le varie tecniche che ho sperimentato, dopo la tempera,  ci fu l’olio.
Ricordo ancora che andavo a caccia di colori nei negozi specializzati che un tempo  si trovavano nella nosta citta’ . Ho il ricordo di una mesticheria in piazza Mazzini accanto alla Sinagoga, un  ricordo vago ma piacevole. Dipingere ad olio era inebriante in tutti i sensi. L'odore dell'olio di lino cotto. Ancora oggi se lo sento mi si apre una finestra olfattiva della memoriaa. Mio papa' mi aveva costruito una valigetta porta colori e porta pennelli modificando una cassetta di legno che si regalano per natale piene di vini. Ancora oggi la conservo anche se in realta' e' tanto tempo che non la apro piu'.
Quindi parliamo di tanti anni fa’ forse anche 30 …chissa. . . . .
Lo si puo’ vedere anche dalle firme con cui siglavo i miei quadri.


Questo quadro ora troneggia nell'ingresso della mia mamma. Ora se lo guardo l'occhi cade immediatamente alla sbagliata prospettiva del tetto, ma quando lo dipinsi non me ne accorsi.
Ero in montagna a Palagano (Mo) era estate e cio' che rappresentai era un borgo che si chiamava Caì' di Costri. 
Oggi e' in parte crollato ,l a torre non esiste piu'. Ricordo le ore trascorse all'aperto ad osservare quel borgo, io la mia tela, i miei pennelli ed i miei pensieri. 
Buffa anche la firma  . . . . per esteso.

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